Monday, August 4, 2014

Così, in un momento.

Uno schermo bianco davanti e tremila pensieri.

Riprendere a scrivere mi è passato per la testa un sacco di volte, ma la frenesia e la follia di quello che mi sta succedendo mi ha letteralmente risucchiato in una serie di cose che non hanno fatto che rimandare.

Fino a quando due settimane fa, un anonimo pomeriggio inglese mi è arrivato un messaggio. S. non c'è più.
Lei era una delle persone che avevo "conosciuto" quasi otto anni fa tramite Splinder. Così, in un attimo,  se la sono portati via.

Per queste due ultime settimane ho tenuto dentro di me lacrime, incredulità e parole che non potevo esprimere. Alla fine non ci siamo nemmeno incontrate, ma lei era una di quelle persone che facevano parte di quel "circolo splendido" nel 2006, quando eravamo tutti in Erasmus o quando usavamo il blog come mezzo di espressione o semplicemente di sfogo. Non ci interessavano i followers, i soldi, i like o l'essere esposti, ma semplicemente adoravamo mettere in un piccolo box i nostri pensieri e confrontarci.

Grazie al mio defunto blog ho conosciuto alcuni dei miei migliori amici, la mia testimone, una delle mie migliori amiche qua a Londra. La mia passione per lo scrivere era collante di tutto ciò, insieme alla voglia di potermene andare via, di tornare in Albione.

Muoiono migliaia di persone al giorno, per cause assurde e la morte di S. non è certo un'eccezione. Sapere però che non potrò più scriverle, vedere le sue foto sorridenti o essere contenta perché la sua carriera politica o universitaria procede a gonfie vele, mi mette tanta rabbia addosso. Rabbia anche contro me stessa, perché mi lamento per cose piccole, per richieste lavorative che mi fanno cambiare l'umore, quando dovrei imparare ad assaporare ogni momento o cercare di tramutare cose negative in critiche costruttive.

Ho passato i trentanni ma non avevo mai "perso" una persona giovane, seppur il rapporto con S. fosse "particolare".

E' un momento particolare della mia vita, voglio prendere quanto è successo come monito,anche se difficile da digerire. Porterò sempre con me il suo sorriso e ottimismo, i suoi commenti gentili.

La vita sì certo va avanti, i razzi continuano a bombardare, vite innocenti e famiglie vengono distrutte e io spesso sono qui a lamentarmi per piccolezze.

A volte ci si rende conto delle cose quando non ci sono più, ma non avrei voluto veramente imparare la lezione in questo modo.

Ciao piccola S.