Monday, May 23, 2011

At work

Senza cattiveria alcuna, ma quello che ho imparato dal mio lavoro di receptionist e` che devi cercare di capire il tipo di persona che hai davanti, le sue richieste, il suo modo di fare e il suo background. Viene da solo il fatto che bisogna adattare il tono di voce a chi non e` abituato al modo di parlare italiano o spagnolo.
Insomma pazienza infinita, nel mio caso che di pazienza ne ho veramente poca.
Si fa particolarmente fatica con, senza offesa alcuna, coloro che vengono da Singapore.
Meticolosi, estremamente attenti al dettaglio, puntigliosi. Certo a questa loro meticolosita` e attanzione si deve la loro fortuna in campo economico e finaziario, ma quando si e` dall'altra parte del bancone spesso si fa fatica. Le mezz'ore o le ore a discutere o cercare di spiegare le caratteristiche di una stanza che e` diversa da cio` che pensavano di avere prenotato, le esigenze che purtroppo in una grande citta` con milioni di abitanti e` difficile soddisfare. Spesso ripeti la stessa cosa per quindici volte e niente, non viene recepito. Ho anche tentato di dire "la pasta scuoce se rimane sul fuoco a lungo" e sono convinta che non l'avrebbero sentito comunque, perche` davvero, molti non ti ascoltano nemmeno, vogliono solo ottenere cio` che vogliono.

Ho "piallato" notevoli lati del mio carattere, imparando quando stare zitta anche quando mi stanno sbraitando contro perche` la "camera non ha una visuale" (e per forza, siamo in pieno centro di Londinium!) e per i piu` svariati motivi. Ho imparato a trattenere le lacrime quando arabi e sceicchi ti trattano come un pezzo di straccio. C'e` anche da dire che ci sono persone gentilissime che ti ringraziano con cioccolatini, fiori, lettere e pensieri o solo sorrisi.

A volte quando specialmente sono giu` di morale, penso che ci sia un motivo per cui mi sia "capitato" questo lavoro...


In Reception

"Ah, grazie. Come ti chiami?"
"Na`"
"ah, bel nome, da dove viene?"
"E` portoghese, ma brasiliano"
" E da quale parte del Brasile vieni?
"Veramente sono Italiana, nata in Brasile, ma vivo a Londra da tre anni"

.....


"Ah, ok"


( W la multiculturalita`)

Wednesday, May 18, 2011

Mercati

Ultimamente sono riuscita ad avere qualche domenica libera e devo dire che ne sto approfittando in pieno! Il Il tempo e` stato abbastanza clemente ( ehm, non al momento, letteralmente) ed ho colto l'occasione per girarmi mercatini vari. Quindi Broadway Market, vicino a London Fields, dove avrei mangiato letteralmente ogni cosa, due settimane fa e questa domenica invece, oltre al solito Brick Lane e Spitafields un giro al mercato dei fiori a Columbia Market.

Qui sotto trovare qualche fotografia..more to come sulla mia pagina Flickr!




Friday, May 6, 2011

Riesumiamoci

Si`, riesumiamoci, dal momento che sono sparita da questo blog.

La cosa e` che purtroppo faccio una vita veramente "sfasata". Non ho orari fissi, lavoro a turni, quasi sempre fino alle 11 di sera. Ho a che fare con persone che provengono da ogni parte del mondo, di classi sociali e background diversissimi tra loro e con esigenze sicuramente diverse. Persone che spesso si dimenticano di avere davanti un essere umano e con le loro uscite di testa, ti urlano dietro e ti prendono a male parole. C'e` da dire che si incontra anche chi ti porta fiori e cioccolatini.
E` molto stressante e "demanding" e quando esco dal lavoro, per conseguenza, mi chiudo a riccio e non ho voglia di aprirmi con nessuno e dialogare, se non vado a un concerto o a una serata.

Per quanto adori Londra, personalmente devo dire che per ora le cose in campo lavorativo non mi stanno andando affato bene. Non so se sia colpa mia, o della sfortuna, o quanto altro.
Fatto e`, che partita a dieci giorni dalla laurea specialistica in Lingue, senza conoscere nessuno e senza amici a Londra, ospite della famiglia dove avevo trascorso le vacanze dei miei diciotto anni, ad ora non ho ancora trovato il lavoro che amo, o che mi piaccia un pochino.

Ho lavorato in un fast food con turni di dodici ore (scottandomi con l'olio delle patatine) , in un negozio di Zara in un mega centro commerciale, lavorando anche di notte per le consegne ( e rischiando di cadere dalle strutture di ferro del magazzino, o meglio cadendo dalle scale di sedere) . Ora lavoro in un albergo, ma non so cosa siano sabato e domenica e spesso stacco alle 11, arrivo a casa a mezzanotte e alle 5 sono sveglia per il turno delle 7.

So benissimo che sono fortunata ad avere un lavoro, oggi come oggi, ma devo ammettere che la sana invidia per coloro che vanno all'estero e dicono di avere trovato la felicita` lavorativa c'e`.
Non sogno chissa` cosa, vorrei avere uno stile di vita piu` pacato, che mi cooncedesse di dormire. Mi piacerebbe fare un lavoro dove possa usare gli skills che ho appreso all'universita`.
Tanti pensano a Londra, come un posto dove tutto sia facile ed easy. Non e` cosi`facile. Non e` facile vivere vivere fuori casa, non e` facile vivere da soli, non e` facile arrivare a casa ed essere soli. E` quello che voglio pero` nonostante tutto.
La liberta` e la potenzialita` di potermi esprimere, l'idea che ci possa essere il potenziale per costruire qualcosa, un futuro.
Mi piacerebbe credere nell'Italia, nel mio paese. Quando ci torno pero` non la sento piu` come casa e questo mi fa riflettere ogni volta, nonostante ci vivano le persone che Amo di piu`.

Sono domande e questioni che tormentano, specie quando non ottieni cio` che vuoi, sia in campo lavorativo che sentimentale.

Basta poi vedere il London Eye, perdermi per East London, guardare il Southbank, il sole sul Tamigi e tutte le altre cose...e mi perdo di nuovo a Londra, in London.